Il Leone di Manila

19 AGO 20
Immagine di Il Leone di Manila
Un vescovo indigeno ha minacciato di scomunica l'attuale presidente delle Filippine per la sua politica nettamente abortista. Questa è circolata come notizia sensazionale per il differenziale dato dalla tiepidezza media dei vescovi, mentre questo prelato filippino si limita ad applicare il diritto canonico. E’ noto che in Italia la componente cattolica dei politici non si divide fra destra e sinistra bensì fra posizioni naturali e contronaturali: abbiamo una Bindi e un Prodi che si comunicano ogni domenica col beneplacito del loro pastore e poi concordano patti satanici con Bresso e Bonino, Roma val bene una messa nera. La vulgata modernista ha fatto passare che la legge naturale sia un’opzione ermeneutica mentre essa invece presuppone alla fede cattolica, non le si appone per intima scelta o personale sentire, il fenomeno degli atei devoti testimonia contro quello diametralmente opposto dei cattolici sacrileghi. Non si pretende di avere un vescovo santo in ogni città, come quel von Galen definito dai nazisti “il Leone di Münster” perché ruggiva contro i programmi eugenetici ed eutanatici del partito di Hitler, però talvolta anche un miagolio flebile ma virtuoso basterebbe a infrangere il silenzio assordante dell’episcopato nostrano, il quale sembra più preoccupato della diplomazia che dell’insegnamento della Verità.